In educazione, capacità propria dell'educatore, che "sa puntare la dove ancora non c'è'" (Larocca, Azione mirata, 2008). Sa vedere obiettivi e potenzialità atte a raggiungerli; quindi non basa il suo lavoro sull'improvvisazione, ma su un accurato studio di obiettivi già raggiunti, contesto di vita, potenzialità dell'individuo e possibili fatti che in quel momento potrebbero interferire per capire dove e come accompagnare l'altro per portarlo ad una riduzione di asimmetria.

Per quanto precisa sarà la mira, l'obittivo raggiunto non sarà mai esattamente mirato, la verifica deglio obiettivi raggiunti sarà quindi parte del lavoro dell'educatore e del processo di educazione.