spazio mamme 2015 terzo incontro

Ciclo d’incontri: La fantastica avventura di essere mamma 2015

La magia di stare con i più piccoli: giochi per crescere e libri per condividere. Il tempo trascorso con i propri figli e figlie nei primi anni di vita è un tempo di “costruzione” della persona, dei rapporti, dei talenti. Farli emergere non è mai troppo tardi, vediamo come. 

Già dai primissimi mesi di vita il bambino piccolo gioca anche da solo, cioè si intrattiene con semplici attività: osserva, mangiucchia giochini, apre e chiude le manine, si guarda i piedini. Se in questi momenti lo si lascia fare senza interromperlo, ma piuttosto incoraggiandolo, raccontando o commentando quello che sta facendo, questo rafforzerà i primi passi verso l’autonomia e lo stare in compagnia di loro stessi. Bambini e bambine provano piacere anche nel giocare da soli, ed è positivo e giusto farglielo fare ogni qualvolta loro lo vorranno. Si possono anche pensare dei momenti della giornata in cui dargli del tempo da passare in autonomia, che non significa disinteressarsi di nostro figlio, ma dargli il tempo di sperimentarsi e di conoscersi, un tempo di scoperta dello stare con se stessi. 

Che fare invece quando vogliamo passare del tempo con loro, rafforzando l’unione, e facendo qualcosa che sia utile e costruttivo? Innanzitutto non pensiamo che per essere felici i bambini abbiano bisogno di giochi stratosferici, con luci, suoni, colori e quant’altro. A volte le cose più semplici sono le più apprezzate. Le cose prese dalla vita quotidiana sono le migliori per loro, perché le vedono usare da voi. 

Ricordiamoci che giocare è il modo in cui ogni piccolo si forma una prima conoscenza del mondo, formula schemi mentali, capisce le cause e gli effetti e le relazioni tra le cose. Quindi pensare a dei giochi che stimolino è sia giusto che opportuno. 

I giochi dei bambini dai 6 ai 18 mesi: 

A quest’età il piccolo capisce la relazione causa- effetto. Capisce che se agisce in una certa maniera causa una risposta particolare. Allora lancia, scuote, stropiccia, sbatte tutto per causare rumore, attenderà l’apprezzamento da parte dei genitori, riderà e si divertirà tantissimo quando verrà colto di sorpresa da una nuova scoperta. Verso i dieci mesi avrà acquistato destrezza e inizierà a muoversi molto di più. Allora è meglio procurargli dei carrelli, dei passeggini piccoli, dei trenini, tutto ciò che può tirare e far muovere da solo lo divertirà tantissimo. Mano a mano che il bimbo cresce la sua intelligenza diventa sempre più elaborata. Passerà dall’assemblaggio dei semplici cubi, alle costruzioni di legno, fino ai puzzle giganti e vi stupirete della facilità del loro apprendimento. I giochi devono essere scelti osservando la propensione del bambino. Ogni genitore deciderà che tipo di gioco proporre al proprio bambino in base all’attenta osservazione dello stesso. Giocare con il bimbo aiuta la socializzazione. Ad esempio lanciare una palla e chiedergli di ritirarla, osservare il bimbo allo specchio, costruire insieme torri di cubi e giocare con la musica sono semplici giochi da fare insieme al piccolo, e poi è la fantasia di ogni persona che sarà usata per creare giochi fantasiosi e alternativi. 

Dai 18 ai 36 mesi: 

Una bambola può essere utile per iniziare a relazionarsi; proporre le stesse cose che la mamma fa a loro con la bambolina permette di capire le emozioni del piccolo, questo semplice atto mette in rilievo anche le sue necessità, se ha bisogno di coccole o di attenzioni ad esempio. I bambini iniziano a capire la somiglianza degli oggetti e iniziano a ordinarli con una sequenza logica. Capirà le somiglianze e le diversità delle cose. Gli oggetti di casa sono dei perfetti semplici giochi. Ad esempio travasare l’acqua con un bicchiere, usare dei vecchi indumenti per travestirsi, fare le bolle di sapone, creare timbri con le patate, disegnare con le dita sono ottimi giochi di apprendimento. Procurategli una lavagnetta dove può scarabocchiare e cancellare tutte le volte che vuole. Fatelo partecipare attivamente alla pulizia della casa, anche solo togliendo un tovagliolo caduto per terra, si sentirà utile e partecipe e vi stupirete di come voglia sentirsi utile per la propria mamma

Dai 3 ai 5 anni: 

In questa fascia di età il bambino inizia a riprodurre la realtà divertendosi a imitare le figure che vede. Vorrà essere un dottore, un poliziotto una ballerina e impiegherà molto tempo a giocare con la fantasia. Inizierà ad apprezzare l’aiuto che può fornire alla mamma quando questa lo incita ad essere aiutata e coltiverà un iniziale apprezzamento per la musica. Una semplice tastierina o uno xilofono possono essere due strumenti utili per fargli capire la differenza che esiste tra le note di diversa altezza. Infine sarà la mamma a iniziare il piccolo verso atti di generosità, condividendo con lui dolcetti o giochi. Attraverso il gioco i bambini diventano grandi, apprendono sviluppando la loro intelligenza. Attraverso il gioco i genitori tornano bambini e riscoprono i piccoli valori della vita quotidiana attraverso i loro figli. 

Di seguito vediamo alcune proposte: 

CESTINO DEI TESORI: Il cestino dei tesori, pieno di oggetti diversi e 'misteriosi' (come, per esempio, l'anello di legno di una tenda: fascino allo stato puro!), offre a ogni bebè la possibilità di esercitare, in particolare, tatto e oralità con grande soddisfazione. 

Di fatto, il cervello del bebè si sviluppa rapidamente anche in risposta a stimoli provenienti dall'ambiente attraverso i 5 sensi e il movimento del corpo, quindi il cestino appaga questa esigenza. Lo scopo della raccolta è offrire il massimo interesse attraverso: 

o il tatto - forma, consistenza, peso 

o l'olfatto - varietà di odori 

o il gusto - ambito più ridotto ma possibile 

o l'udito - squilli, trilli, tintinnii 

o la vista - colore, forma, lunghezza, lucentezza 

o la sensazione del corpo in movimento 

Il contenuto del cestino dovrebbe essere continuamente rinnovato e sviluppato con cura e attenzione. All'adulto spetta il compito di renderlo sempre interessante aggiungendo nuovi oggetti in modo che il bimbo possa variare, ogni volta, la sua esplorazione. Una buona idea è quella di mettere da parte gli oggetti sostituiti, magari in sacchetti (come si fa al nido) per alternarli e riproporli, eventualmente, dopo alcuni giorni. E' importante selezionare oggetti comuni, di uso quotidiano (non giocattoli) di diversi materiali naturali, forme e dimensioni. 

Oggetti naturali: pigne, sassi, conchiglie, grosse castagne, piume, tappi di sughero, una spugna naturale, mela e limone (ovviamente da sostituire ogni volta che si propone il Cestino) . 

Oggetti di materiali natural: palla di lana, spazzolino da denti, sottobicchiere di paglia, pennello per il trucco, pennello da imbianchino. 

Oggetti in legno: cucchiaio da cucina, mollette da bucato, cubi, portatovagliolo, scatoline, portauovo, nacchere non dipinte, sonagli di diversi tipi. 

Oggetti in metallo: cucchiai vari, mazzo di chiavi, piccolo imbuto, scatolette sigillate con dentro fagioli, riso, grosso tappo profumo, fermacarte, spremiaglio, campanello bici, colino per il tè, formine per dolci. 

Oggetti in pelle, tessuto, gomma: collarino animali domestici, borsellino in pelle, bambolina di stoffa, pallina da tennis, tappo di gomma da vasca, sacchettini stoffa, ben cuciti, con dentro lavanda, timo, rosmarino... 

Carta, cartone: scatolette di cartone, carta oleata, rotoli carta igienica... 

Per preparare un cestino ben fornito e vario è importante, dunque, scegliere un paio di oggetti di ogni categoria e cambiarli poi nel corso del tempo (ovviamente, non ci stanno tutti!). E quando si cerca bene in ogni angolo della casa, è sorprendente quante cose interessanti (e dimenticate) possano saltare fuori! Quale deve essere il ruolo dell’adulto? Il genitore deve accomodarsi vicino ed 'esserci' in modo amorevole e rassicurante ma non invadente, senza intervenire a meno che il piccolo lo chieda espressamente. Le parole dell’adulto potrebbero distrarre, la presenza discreta invece è fonte di supporto. 

C’E’ E POI NON C’E’: Ecco un classico gioco, adatto ai piccoli intorno ai 12 mesi (e anche prima, già a 8-9 mesi in versione più semplice) con un grande valore educativo. Selezionate un buon numero di oggetti noti al piccolo (cucchiaino, biberon, palla, librino, pupazzo) e metteteli in un cestino. Poi, uno alla volta, mostrate un oggetto al bimbo – invitatelo a dire di cosa si tratta - e nascondetelo in una scatola (o sotto una copertina). La palla c'è e poi... non c'è, l'oggetto scompare e poi riappare: che divertente! L'idea di base è la stessa dell'antico “Bu-bu... settete!” (si nasconde il volto con le mani e poi si scopre ridendo) che si propone ai bimbi già verso i 5-6 mesi e ha una funzione rassicurante: se la mamma non si vede, non è andata via. Questo tipo di attività aiuta, dunque, a scoprire – e poi consolidare - un concetto fondamentale: la permanenza degli oggetti (e anche della mamma). 

TORRI E CASTELLI: A volte, l'idea è che siano troppo “scontati” e vengono un po' trascurati: sbagliato! Blocchi e mattoncini di tutte le dimensioni e materiali – a seconda dell'età del bimbo - sono invece tra i giocattoli più semplici e assolutamente raccomandati da tutti gli esperti. Questo tipo di attività permette di esercitare al meglio la manipolazione e rafforza mani e dita. In più, richiede concentrazione per raggiungere un obiettivo, per esempio, la costruzione di una torre nel caso dei più piccoli, impilando 3- 4 cubotti uno sull'altro. Con le costruzioni, il bimbo può sviluppare la coordinazione fine (appunto, polsi, mani, dita) e liberare la fantasia – con il tempo si passa dalle torri a progetti più complessi – in modo del tutto personale... Non fatevi, dunque, venire la tentazione di improvvisarvi voi architetti: lasciate vostro figlio sperimentare in pace il possibile uso dei pezzi. E ricordate che buttare giù una torre è un gioco divertentissimo che mette alla prova, ancora una volta, la coordinazione braccio-occhi. 

TRAVASI E PASTICCIAMENTI: Un gioco importante per lo sviluppo motorio – e sempre molto amato dai bimbi in età prescolare – è quello dei travasi. Che si presta a infinite versioni e non annoia mai stimolando sensi e manipolazione. Procuratevi recipienti di diverse dimensioni e della farina gialla con cui ne riempirete un paio. Invitate il bimbo a immergere le mani - e anche i piedini se il tempo lo permette - in mezzo alla “polvere gialla” per sperimentare la piacevole sensazione tattile e poi... via ai travasi! La funzionalità dei travasi è fondamentale per lo sviluppo del bambino, permette di lasciar andare e far entrare le emozioni, ed è un’ottima palestra per l’abbandono del pannolino. 

INCASTRI: Tra i giocattoli con una buona valenza educativa (e psicomotoria) si aggiudica l'approvazione degli esperti un vecchio classico: il cubo con gli incastri. Oggi ne esistono diverse versioni, sceglietene una di legno (no alla plastica che non stimola tutti i sensi) – oltre al cubo, ci sono anche altre forme o animali - con tanti buchi di forma diversa e i relativi pezzi da inserire correttamente. Con questo gioco, semplice e utilissimo, il bambino mette alla prova tante abilità: infilare il pezzo nel relativo buco sviluppa il riconoscimento dello spazio e mostra il principio di causa-effetto (la forma entra nel buco giusto). Chi ama il fai-da-te può creare diverse tipologie di incastri con oggetti di uso quotidiano usando, per esempio, vasetti di yogurt e cartoncino robusto per ottenere delle sagome. 5 

TROVA IL TAPPO: Procuratevi tanti contenitori di foggia e dimensioni diverse, - tipo shampoo, ammorbidente, detersivi, barattoli del caffè o del tè - (lavateli bene) togliete e mescolate tutti i tappi. Poi chiedete al bimbo di rimettere a ogni barattolo quello giusto. È un ottimo gioco (già verso i 2 anni) per esercitare il riconoscimento visivo, ovvero la capacità di identificare differenze e somiglianze, di forma e misura, tra oggetti diversi. Una competenza indispensabile in futuro per lettura e scrittura. 

PUZZLE: Se a voi la parola puzzle, evoca solo noia e grandi scatole con pezzetti piccolissimi e riproduzioni impossibili (catene montuose con gli stessi colori, paesaggi bucolici e animali verdi), potete ricredervi. Per fortuna, oggi esistono tanti puzzle con soggetti adatti ai bimbi di tutte le età, in versione cartonata e resistente, perfino in carta riciclata. Per i più piccoli, sono ottimi quelli in legno, spesso composti da pochi pezzi molto grandi. Il numero di pezzi non è una regola, dipende da vostro figlio (in genere, dai 2 anni, vanno bene i puzzle a 20 pezzi), comunque è meglio provare a proporlo e vedere la reazione. Attenzione, riconoscimento visivo, motricità fine... questo gioco chiama in campo tante abilità. Il puzzle è infatti un buon alleato per stimolare abilità cognitive e motorie, tra i pochi semplici e “selezionatissimi” approvati dagli esperti. Perché non limita il bimbo come fanno invece molti giocattoli stereotipati. 

STRUMENTI MUSICALI FAI DA TE: Prendiamo dei materiali di recupero: bottiglie di plastica da 1 litro e da mezzo litro, contenitori di diverse forme, dimensioni e costituite da materiali diversi e poi riempiamoli con: fagioli o lenticchie, farine varie, noci e castagne. Invitiamo il bimbo a scuoterle e a provare le diverse sonorità. 

MANIPOLAZIONE: La manipolazione è una delle attività più piacevoli e creative per i bambini fino a tre anni: toccare, trasformare, esplorare un materiale con le mani dà sensazioni piacevoli, stimola la fantasia nella realizzazione di forme nuove. Si prestano molto a questo tipo di attività le paste da modellare come il didò, e la pasta sale da manipolare e lavorare con coltellini, mattarelli e formine di tutti i tipi. La pasta di sale si può facilmente realizzare in casa con acqua, sale fino e farina e può dare grandi soddisfazioni, coinvolgendo tutta la famiglia. Le mamme più ardite che si sbizzarriscono con il pane, la pizza o torte fatte in casa, possono dare al proprio piccolo un pezzo di pasta da lavorare, ovviamente continuando a sorvegliarlo. Altra alternativa è il Didò fatto in casa e del tutto naturale: 

250 gr sale fino 

30 gr di cremor tartaro (in farmacia o erboristeria) 

5 cucchiai di olio di semi o di oliva 

Far bollire l’acqua e sciogliere il sale, in una ciotola mescolare tutti gli altri ingredienti 6  

Quando l’acqua è pronta aggiungere il composto, mescolando energicamente. Si sarà formata una massa informe e appiccicosa. Coprirla con pellicola e far riposare per 10 minuti circa. Poi impastarla con le mani come se fosse pizza. Si conserva fuori dal frigo in un contenitore con un coperchio. 

TRAVESTIMENTI: Preparate una scatola che contenga abiti, borse, maglie, cappelli, sciarpe, foulard …tutte cose di recupero, dismesse, che usavate e che ora non usate più. Lasciate che il bambino o bambina li componga e li mescoli indossandoli e travestendosi, diventando ogni volta qualcosa di diverso. Questo gioco stimolerà la creatività e la fantasia. Il gioco simbolico, del fare finta che … è una tappa fondamentale dello sviluppo del bambino dal punto di vista cognitivo, sociale ed affettivo. L’incontro con gli oggetti materiali avviene per ritrovare qualcosa della realtà esterna. 

LIBRETTO SENSORIALE O TAVOLETTA SENSORIALE : Per il libretto sensoriale basterà prendere materiali di diversa fattura (qualcosa di morbido, qualcosa di ruvido, qualcosa si semirigido, qualcosa di liscio, di gommoso…) e tagliarli tutti della stessa misura. Poi con ago e filo (o con la colla a caldo) unirli insieme in modo che il bambino li possa sfogliare e are esperienza di ciascuno. Per la tavoletta sensoriale il concetto è il medesimo però invece di fissarli assieme li attaccheremo ad una tavoletta di compensato, o cartone rigido, e si disporranno i materiali sopra. 

Passiamo ora a parlare dei libretti per bambini e alla loro importanza come momento di condivisione tra genitore e figlio/a. Ritagliarsi un momento con il nostro piccolo e dedicarlo alla lettura di un libretto non h pari. Un libro è qualcosa di magico e di mai scontato che può diventare una piacevole routine della buonanotte o un momento da passare insieme durante la giornata. Leggere ai piccoli è giusto sin dai primi mesi? Assolutamente si! Perché leggere ai bambini non è solo leggere. È passare tempo con loro, è dedicare tempo alle immagini e alle parole che stimolano la loro fantasia. È creare insieme mondi magici, mondi che diventano veri appena le parole escono dalla nostra bocca. È creare una relazione con il nostro bambino, è permettergli di fantasticare mentre noi lo teniamo per mano, ed è trasmettergli un esempio di relazione sana. Inoltre lo stimola al linguaggio, alla futura lettura autonoma, lo instrada verso un percorso di amore per la parola, per l'ascolto e per la comprensione, e quindi, un giorno, per l'informazione e la cultura. Leggere per i nostri figli è seminare qualcosa di potente per il loro futuro. È importante tentare di creare le condizioni per cui tutti i bambini possano vivere l'esperienza della lettura ad alta voce da parte dei genitori, dei nonni e in genere degli adulti significativi. La condivisione dell'esperienza di lettura tra i bambini e gli adulti di riferimento permette ai piccoli di entrare nel mondo dei libri attraverso il forte coinvolgimento emotivo che deriva dalla mamma e dal papà che leggono una storia. I libri saranno i luoghi in cui andare a cercare questa emozione. 

 

Ecco perché leggere ai nostri piccoli, perché nella sicurezza dei nostri racconti, nelle certezze che danno i libri da leggere e rileggere, mentre noi seminiamo briciole di fantasia, loro raccolgono emozioni con le quali si orienteranno, e andranno a ricercare il nostro amore proprio lì, nelle pagine dei libri. La lettura ad alta voce è importante anche per noi genitori, perché crediamo aiuti a riscoprire il tempo. Il tempo di scandire le parole, il tempo di trascorrere minuti in modo completamente sano, il tempo di fermarsi. Perché per leggere bene bisogna rimanere fermi, bisogna essere tutt’uno con il libro stesso. Bisogna dare fiducia a quello che leggiamo e bisogna lasciare che la lettura sprigioni il suo potere evocativo. Non possiamo neanche immaginare dove ci potrà portare un libro, e se questo vale per gli adulti, figuratevi per i bambini! Leggere ad alta voce per i bambini è come preparare per loro cibo sano, è offrire a loro il meglio, e il meglio va preparato con cura, e per preparare con cura il “cibo lettura” non c’è niente di meglio che educare i bambini a trascorrere ogni tanto del tempo in biblioteca. 

Vanno bene tutti i libri? Ovviamente no, come non andrebbero bene tutti i tipi di cibo sin dallo svezzamento, così ci sono libri più adeguati per ogni età. Per i più piccoli si addicono libri con suoni onomatopeici, come versi degli animali o rumori dell’ambiente, con colori accattivanti e illustrazioni allegre. Per stimolare l’ampliamento del vocabolario il libro deve essere semplice e raccontare esperienze quotidiane. Vanno bene a questo scopo libri che raccontano del momento della pappa, del bagnetto e simili. Quando il bambino è più grande saranno utili libri con filastrocche o rime che grazie al ritmo e alla cadenza invoglieranno il bambino a concludere la frase e quindi stimoleranno la memoria. La ripetitività delle frasi inoltre permette al bambino di partecipare attivamente. 

Dottoressa Brunelli Marianna, Pedagogista

Alcuni titoli: L’uccellino fa… (Soledad Bravi) Babalibri / Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini (Fox/Oxenbury) Il Castoro / Caccapupù (Stephany Blake) Babalibri / Guizzino (Leo Lionni) / Pezzettino (Leo Lionni) / Il sogno di Matteo (Leo Lionni) / Piccolo blu e piccolo giallo (Leo Lionni) / Che rabbia! (Mireille D’Allancè) / Il lupo che voleva essere una pecora (Mario Ramos) / Tutti i baci del mondo (Sanders/Bisinsky) / A caccia dell’orso (Micheal Rosen) / Il cane (Kimiko) / Come un grande (Bisinsky) / Un colore tutto mio (Leo Lionni) / Ballando con il buio (Ella Bufort) … Catalogo Babalibri.