Spazio Mamme Grezzana 

Ciclo d’incontri: La fantastica avventura di essere mamma

L’importanza di accogliere bambini e bambine: temperamenti e potenzialità. Ogni persona ha caratteristiche proprie che gli vengono ancor prima di iniziare a relazionarsi con il mondo, nella quotidianità con queste ci incontriamo e ci scontriamo… Come fare? 

Quando si pensa alla personalità, si fa riferimento subito ad una serie di fattori che concatenandosi tra loro vanno a comporre quel mondo interiore che ci caratterizza ciascuno come essere irripetibile. Eppure ci sono delle costanti, dei piccoli pezzetti di puzzle che pur variando di colore mantengono la loro forma e si incastrano perfettamente con gli altri. Il colore che essi assumono viene definito con la crescita della persona. Oggi parleremo nello specifico di uno di questi tasselli: il temperamento. 

Il temperamento è un aspetto della personalità piuttosto trascurato da psicologi e pedagogisti moderni, tuttavia non è il caso di accantonarlo perché permette di raggiungere risultati non trascurabili nella comprensione delle differenze individuali, soprattutto nel campo dell’infanzia. La collocazione ideale del temperamento è tra la costituzione fisica ed il carattere psichico, ed esso sembra costituire un ponte tra la struttura costituzionali e le acquisizioni culturali. 

La teoria dei temperamenti ha origini molto antiche ma in epoca più moderna è grazie a Rudolf Steiner che giungiamo ad una comprensione più concreta di ciò che esso può significare per noi e per la comprensione dell’uomo e più nello specifico del bambino. Nella pratica Steiner ci dice che l’essere umano è formato da corpo fisico, corpo eterico (fattori ereditari), corpo astrale (fattori spirituali, emotivi, della coscienza), io (parte razionale). Il temperamento risulta essere pertanto una sorta di base caratteriale, dipendente dalla costituzione fisica, che imprime la sua connotazione a tutta a vita psichica dell'individuo, tanto più in situazioni di sbilanciamento di uno dei fattori. Il temperamento viene definito da una coppia di parametri, legate alle modalità di funzionamento dell’organismo, che combinandosi tra loro determinano la formazione di tipologie temperamentali. I due parametri in questione sono: la sensibilità (intesa come ricettività al mondo esterno) e la forza (intesa come capacità di estrinsecazione di sé). Dobbiamo immaginare che ogni individuo raramente si colloca all’interno di un’unica tipologia, andando a cavallo di due o anche tre quadranti, sia pure con prevalenza di uno di essi. Avremo così un temperamento dominante ed uno o due ausiliari, ritrovando in ciascun individuo una completa carenza solo di quello opposto al dominante. 

Andiamo ora a descrivere i quattro temperamenti, che sono: sanguigno, flemmatico, collerico, malinconico. 

 Il temperamento sanguigno, caratterizzato da elevata sensibilità agli stimoli esterni e da scarsa forza interna, si caratterizza con la volubilità degli interessi e l'amore per il cambiamento. L'individuo sanguigno si infiamma facilmente per un nuovo "oggetto di desiderio", ed altrettanto rapidamente tende a stancarsene e a distaccarsi dall'attività precedentemente intrapresa, risultando adatto ad attività dinamiche ma che non richiedono costanza di impegno eccessiva. L'età nella quale si accentua naturalmente la componente sanguigna del temperamento è quella infantile. 

 Nel temperamento flemmatico, caratterizzato da scarsa forza e scarsa sensibilità agli stimoli esterni, prevale la tendenza alla pigrizia e alla vita vegetativa: l'individuo flemmatico ama mangiare, e si sente in pace quando riposa, possibilmente a pancia piena. Non ama le attività ad alto dispendio di energia, mentre preferisce quelle che richiedono una certa precisione e meticolosità, come il collezionismo o il tenere in ordine un archivio. L'età nella quale si accentua naturalmente la componente flemmatica del temperamento è quella senile. 

 Il temperamento collerico rappresenta il lato "forte" dei temperamenti umani, ma si ricordi che è sbagliato assegnare a queste caratteristiche un valore diretto di personalità: anche in questo caso, infatti, l'individuo risulta, piuttosto, condizionato dalle proprie tendenze reattive, ed il fatto che il suo temperamento sia dotato tanto di forza quanto di sensibilità agli stimoli esterni non lo mette al riparo dalle unilateralità delle sue reazioni spontanee, che sono impetuose e irriflessive. L'individuo collerico persegue con determinazione i suoi obiettivi e ha numerosi interessi, ma può soffrire di eccessi comportamentali, preferendo l'azione alla di riflessione, e risultando adatto alle attività dinamiche e imprenditoriali. L'età nella quale si accentua naturalmente la componente collerica del temperamento è quella adolescenziale e giovanile. 

 Il temperamento malinconico è dotato di elevata forza e scarsa sensibilità agli stimoli esterni, il che comporta una capacità non indifferente di tenere fermi i propri propositi e di perseguire con tenacia i propri obiettivi, senza farsi distrarre dagli eventi esterni. L'individuo malinconico tende a chiudersi in se stesso, ed ha elevate capacità di introspezione e di riflessione, che lo rendono molto adatto ad attività intellettuali e riflessive. L'età nella quale si accentua naturalmente la componente malinconica del temperamento è quella adulta. 

Uno studioso americano ha operato una sorta di modernizzazione dei temperamenti chiamandoli timido, spavaldo, allegro, malinconico. La nozione di temperamento, quindi è strettamente connessa a quella di adattamento, aggiustamento e compatibilità in un’ottica in cui si accentua l’attenzione sulle relazioni. Le differenze temperamentali assumono infatti particolare importanza per le relazioni che esse facilitano e per i percorsi evolutivi che esse dischiudono alla personalità in virtù delle particolari transazioni che ad esse si associano. 

Come capire quale temperamento ha il nostro bambino? E in che modo questo può esserci utile? 

Ci sono cinque parametri che ci aiutano in questo: 

 La “velocità” di reazione agli stimoli e il tempo impiegato per tornare alla baseline, cioè al livello iniziale di sensibilità 

 Alla “mobilità”, ovvero l’abilità di cambiare la direzione di una reazione (attività) in funzione dei mutamenti dell’ambiente esterno; 

 Alla “durata” che consiste nel mantenimento di una reazione dopo che lo stimolo si è estinto, e consiste anche nella continuazione di una attività quando le condizioni che l’hanno provocata non esistono più; 

 Al “tempo” di reazione che è l’abilità di creare delle reazioni omogenee che abbiano la loro azione all’interno di un tempo stabilito; 

 Alla “ritmicità” che corrisponde alla regolarità con cui si presentano gli intervalli fra reazioni omogenee; 

Attraverso questi parametri possiamo individuare due categorie fra i temperamenti: 

 Individui ad alta reattività che caratterizzati da un’altra sensibilità e bassa resistenza, evitano le forti stimolazioni, dal momento che il loro livello di attivazione ottimale in genere ha bisogno di ridurre l’intensità degli stimoli in entrata; 

 Individui a bassa reattività, che caratterizzati da bassa sensibilità ed alta resistenza, hanno bisogno di intense stimolazioni per raggiungere mantenere il loro livello di ottimale attivazione. 

Da ciò capiamo che individui a bassa reattività preferiscono attività varie, intense e coinvolgenti; individui ad alta reattività privilegiano attività tranquille, con un inizio ed una fine prestabiliti. Questo ci fa capire come relazionarci con i nostri bambini una volta capito che genere di reattività hanno. Reattività e attività sono strettamente legate, dal momento che il bisogno di stimolazione predispone ad azioni che, a loro volta, hanno una funzione di stimolazione. La mancanza di equilibrio tra il livello di reattività e quello di attività può produrre dei disturbi del comportamento, una discrepanza in questi tratti del temperamento è considerata come fonte di carattere temperamentale a rischio. È chiaro che stimoli simili non produrranno simili reazioni in bambini con diversi temperamenti, e questa potrebbe essere la risposta alle differenze che troviamo tra fratelli, che pur essendo figli delle stesse persone hanno differenze profonde e le cose che vanno bene per uno non vanno bene per l’altro. L’ambiente in cui si cresce ha il potere di modificare in piccola parte la disposizione temperamentale. A questo riguardo, soprattutto nei primi mesi di vita, i genitori sono nelle condizioni di poter vicariare con le loro cure sia la regolazione non ancora disponibile al bambino sia le stimolazioni che egli non può procurarsi autonomamente e che sono essenziali al suo sviluppo. 

Se volessimo dare una caratteristica per ciascun temperamento potremmo dire che: 

Il sanguinico deve poter sviluppare amore e attaccamento verso una persona. 

Il collerico deve poter sviluppare considerazione e rispetto per le capacità di una persona. 

Il malinconico deve poter sviluppare un cuore pietoso per il destino altrui. 

Al flemmatico vanno mostrati i pregi degli interessi altrui.

Osservando i temperamenti dei nostri figli e dandogli i giusti stimoli in base ai loro bisogni potremmo arrivare nel profondo della loro individualità e delle loro potenzialità 

Adesso riallacciamoci ai temperamenti per considerare come comportarci pedagogicamente nei singoli casi rispetto al bambino. 

Il melanconico: per lui il contatto con il mondo è difficoltoso. Generalmente resta in disparte nelle situazioni, cova in se stesso le cose e si muove poco. Questa predisposizione sembra essere data dal fatto che la sua parte fisica è più radicata e l’anima non riesce a svilupparsi liberamente. Nel nostro intento pedagogico, come professionisti ma soprattutto come mamme, non vogliamo solamente dargli stimoli che gli facciano vedere la concretezza delle cose, ma donargli momenti che gli possano far esprimere la sua anima e che possano nutrirla. Dovremmo provocargli reazioni che lo tirino fuori dal suo stare in disparte e dal suo lato fortemente concreto. 

Il flemmatico: vive a suo agio nelle forze che dominano il suo corpo eterico, che esprime in tutto ciò che è acqueo. Per lui è difficile sviluppare una vita di pensiero attiva e giungere a chiarire rappresentazioni. Lui è il contrario del melanconico, che vive fortemente nel pensiero. Il flemmatico non è nemmeno ancorato in se stesso, ma è abbandonato in modo quasi sognante al mondo che lo circonda. In un mondo di frenesia e nervosismo lui è il classico che se casca il mondo si sposta. Ama le attività ripetitive e si appassiona ad una cosa per volta. Per aiutarlo nelle sue potenzialità dovremmo assecondarlo nel suo amore per tutto ciò che è acqua, come attività in piscina. Dovremmo presentargli attività eterogenee facendogli vedere la bellezza per la varietà in modo da stimolarlo alla scoperta, tuttavia non in modo troppo repentino per non scatenargli nervosismo. 

Il sanguinico: è completamente aperto all’elemento dell’anima e si trova particolarmente a suo agio nel mondo dei sensi e delle sensazioni. È reattivo a tutti gli stimoli, tuttavia cambia troppo rapidamente i suoi interessi e rischia di rimanere in superficie. Il nostro compito pedagogico è quello di fare in modo che si affezioni ad un educatore, o nel nostro caso alla mamma, e che per amor suo resti fisso in un compito o in una attività finchè non l’ha conclusa o portata a compimento. Questo perché il sanguinico è capace di amare profondamente e si lascia dominare dalle emozioni, il mondo dei sentimenti è il suo elemento. È quindi particolarmente aperto all’arte, alla gioia dei sensi e si entusiasma per tutto ciò che è bello. 6 

Il collerico: ha bisogno di agire, ha molto forza in sé che preme per poter uscire ed essere utilizzata. Se non gli si offrono occasioni per farlo potrebbe anche arrivare a degli scatti d’ira e gesti inconsulti. L’educatore, o come detto la mamma, per poter stimolare le sue potenzialità porrà nel suo percorso delle piccole prove da superare, dei giochi che abbiano dei piccoli ostacoli, attraverso i quali lui possa sperimentare la sua forza. Diventerà una persona d’azione da adulto. Egli riceve gli impulsi da fuoco che domina il suo spirito, dal suo Io. 

Ciò detto ricordiamo che i temperamenti sono un fondamento della persona, che prevalentemente ne abbiamo uno, ma che in modo accessorio entrano in gioco anche gli altri. Quindi osservando i nostri bambini ed individuando il loro temperamento di base, sarà bello ed utile assecondarlo, stimolarlo secondo le sue potenzialità, ma sarà altrettanto bello ed utile cercare di portare a galla anche quelle caratteristiche che lo potranno completare come persona da adulto e che fanno parte degli altri temperamenti. 

Nel periodo di maturazione l'uomo dovrebbe conformare tutti e quattro i temperamenti a misura dello spirito ed utilizzarli in modo corrispondente alle situazioni della vita. Dovrebbe pensare come un melanconico, esercitare osservazioni meditative come un flemmatico, essere aperto in senso sanguinico alle bellezze della vita ed operare con forza attiva collerica.

Dott.ssa Brunelli Marianna, Pedagogista