mamma e papà: essere genitori senza dimenticare di essere coppia

Il passaggio da coppia a coppia di genitori è un momento di transito molto delicato per la famiglia che comporta sia cambiamenti dal punto di vista pratico (gestione delle routine quotidiane che si erano consolidate), che emotivo ( piccole gelosie, rivoluzione del rapporto di coppia, nuove dinamiche familiari da gestire). Nel passaggio da “due” a “tre” la relazione di coppia è destinata a cambiare e la famiglia dovrà trovare nuovi equilibri ed accordi adatti alla nuova ed affascinante situazione che hanno creato insieme. Quindi la nascita di un figlio ha una grande influenza sulla relazione tra marito e moglie (o compagno e compagna che sia). Questo accade innanzitutto perche l’evento viene percepito e interiorizzato in modi diversi da lei e da lui.

Vediamo brevemente in che modo i due punti di vista sono diversi.

IL PUNTO DI VISTA DI LEI:

La donna diventando madre “si sente realizzata”: è un’esperienza totalmente appagante ed intensa. Tutte le sue facoltà, la sua istintività, sensibilità, forza d’animo ed intelligenza sono direzionate spontaneamente e gioiosamente verso il figlio. La relazione con il bambino, proprio perché lui dipende da lei in tutto e per tutto (specialmente nei primi tempi), diventa il centro della sua vita, la sua fonte di felicità. Questa felicità convive anche con la stanchezza che l’essere mamma spesso comporta. La donna guarda al suo uomo in modo profondamente diverso. Non è vero che lui per lei è meno importante di prima: al contrario, proprio perché ora è il padre del suo bambino, e colui che garantisce protezione ed accoglienza, diventa agli occhi di lei più importante e prezioso. Certamente questo cambio di visione (da sposo-marito-partner a padre) ha le sue molteplici conseguenze. Ora che il bambino è con loro la sensibilità di lei e di lui sono diversissime. La capacità emotiva della mamma e la sua sensibilità sono amplificate e a volte il fatto che il partner non capisca o non colga certe richieste anche silenziose porta la donna ad irritarsi. La stanchezza che questo nuovo ruolo le comporta la potrebbe portare a scaricarsi sul marito, anche involontariamente.

IL PUNTO DI VISTA DI LUI:

Per il neo-papà l’arrivo del figlio non rappresenta la rivoluzione che vive lei. I mutamenti riguardano più la vita pratica: la scansione delle giornate, la geografia della casa, l’uso dei soldi. Una riorganizzazione esterna a cui corrisponde una riorganizzazione della relazione con la propria donna. L’uomo capisce chiaramente che il figlio è diventato il baricentro affettivo per lei, e si adatta, diminuendo le proprie aspettative, mettendo se stesso come in secondo piano, in attesa che lei si ricordi di lui. Inoltre si sforza, normalmente senza riuscirci, di trovare nella contemplazione del pargoletto quell’estasi che prova lei. A volte finge, a volte taglia corto, volte si

defila. Ma anche il padre più defilato investe una quantità di energie notevole nell’adattarsi alla nuova situazione: fa molti sacrifici, porta molta pazienza, insomma è – e si sente – “proprio bravo”. E si aspetterebbe che lei riconoscesse questa buona volontà, che lei lodasse i suoi sforzi che stanno trasformando il ragazzo in un padre. E che gli dicesse GRAZIE. Grazie di essere un così bravo papà.

COSA PUO’ FARE LEI:
Per fare in modo che il padre possa entrare nel cerchio perfetto costituito da madre – figlio deve fungere da mediatrice tra i due insegnando all’uno il linguaggio dell’altro. Per farlo deve attingere alla ricchezza del suo amore, deve riscoprire il marito, o il compagno, e saperlo guardare con occhi nuovi. Sarà questo, infatti, il momento in cui lei si renderà finalmente conto che lui è profondamente diverso da lei. Che pensa, ama e agisce in modo diverso. Se l’amore della donna comprende ed accoglie il marito in questa diversità, la relazione fra i due diventa incredibilmente più forte di prima, perché più vera, più fondata sulla realtà delle due differenti persone. Concretamente non deve fare altro che tenere conto delle diverse sensibilità che lui e lei hanno nei confronti del bambino, e trarne tutte le conseguenze: lui si sente “detronizzato”, messo da parte. Allora sarà il momento di mostrargli quanto sia importante e prezioso, e il modo giusto ogni donna lo conosce se vuole. Quindi è il momento di mostrare un po’ di astuzia cercando le circostanze migliori per far crescere il rapporto tra padre e figlio. E se prima del bimbo i due collaboravano nella gestione della casa e della famiglia “per portare avanti la baracca”, bisogna trovare il modo per farlo ancora.

COSA PUO’ FARE LUI:
Prima di tutto ricordategli che la pazienza è una gran dote da coltivare, specialmente ora! La fortezza virile, o testosterone, serve all’uomo proprio ora che la sua esclusività agli occhi della partner viene a decadere. Gli serve a mettere già in conto che per un po’ di tempo, suo malgrado, sarà una specie di satellite, mentre il sole è il bebè. Gli serve a resistere al sonno perso, ai pannolini da cambiare, al pianto del bambino ... Gli serve per accettare che per qualche tempo ancora, il bimbo preferirà la madre a lui. Ma soprattutto, potrà fare la stessa cosa, la più importante, che anche lei deve fare: guardarla. Accorgersi di lei, di com’è cambiata, di quello che c’è nel suo cuore. E innamorarsi di questa donna, nuova, molto più ricca e “grande” della ragazza che era prima. E il resto verrà da sé.

Sarebbe assurdo vedere l’arrivo di un figlio come un problema della coppia. Ma bisogna ammettere che può destabilizzare gli equilibri, lo stress potrebbe far emergere e amplificare le proprie insicurezze e i problemi irrisolti della coppia. Dopo aver visto come lui e lei hanno visioni e reazioni differenti al cambiamento che comporta un figlio, vediamo come i neo-genitori possono affrontare il ritmo frenetico dei mesi successivi al parto, quando il nuovo nato richiede tutte le loro attenzioni, e come si possono appianare eventuali disaccordi sul modo di crescere il piccolo.

PROBLEMA 1: Di colpo la vita ruota attorno al bambino.

Accudire un neonato richiede molto tempo e attenzione da parte della madre. Mentre lei forse si sente profondamente appagata nel prendersi cura del bambino, suo marito potrebbe sentirsi trascurato. Il segreto: Siate pazienti! Lui cercherà di capire che la donna è soggetta a sbalzi d’umore improvvisi a volte difficili da capire, cercando di non offendersi subito mettendo al primo posto i bisogni di lei, non i propri. Riducete le attività non essenziali in modo da avere più tempo per sostenere ed aiutare la vostra compagna. Lei si sforzerà di vedere i lati positivi quando lui cerca di darle una mano. Lo incoraggerà nel suo nuovo ruolo. Lo coinvolgerà nel prendersi cura del figlio facendogli vedere pazientemente come cambiare il pannolino, preparare il biberon o altro, anche se forse all’inizio sarà impacciato. Invece di criticarlo per le cose sbagliate che ha fatto, provate a lodarlo per quelle giuste, in modo da infondergli sicurezza e lo incoraggerete a darvi l’appoggio di cui avete bisogno.

PROBLEMA 2: Il vostro rapporto di coppia si sta indebolendo

Esausti per il sonno frammentato e le difficoltà inattese, molti neogenitori fanno fatica a restare vicini. Le madri all’inizio potrebbero essere così concentrate sui loro nuovi doveri da dimenticare di essere anche compagne, mogli, partner. Il padre dal canto suo, potrebbe non capire l’impatto fisico ed emotivo che la gravidanza ha avuto sulla moglie. Il nuovo nato può assorbire tempo ed energie che prima usavate entrambi per mantenere la vostra intimità emotiva e sessuale. Ma come può la coppia fare in modo che il loro piccolo non diventi qualcosa che li separi l’uno dall’altra? Il segreto è non smettere di dirvi quanto vi amate, attraverso gesti affettuosi, parole dolci, momenti di intimità. Com’è comprensibile, l’arrivo modifica la vita sessuale di una coppia. Quindi i due devono parlare dei loro bisogni reciproci. Questo richiede comunicazione. A seconda dell’educazione che avete ricevuto o della cultura, potreste essere riluttanti a parlare di sesso con il vostro compagno. Ma per adattarvi alla nuova situazione queste conversazioni sono fondamentali. Siate comprensivi, pazienti e sinceri. Eviterete così incomprensioni, e l’amore che avete l’uno per l’altro crescerà. La coppia può accrescere l’amore anche esprimendosi apprezzamento. Lui si renderà conto che molto del lavoro svolto dalla neomamma passa inosservato e lei baderà a non sottovalutare il contributo che lui da alla famiglia. Per fare ciò alle mamme potrebbe essere utile riposare quando il bambino dorme per ricaricare le batterie e avere più tempo ed energie per il rapporto di coppia. I padri, quando è possibile, potrebbero alzarsi durante la notte per accudire il bambino, in modo da lasciar riposare lei. Ricordatevi di dirvi che vi amate, anche con piccole cose come sms, bigliettini o una telefonata. Come coppia prendetevi del tempo per dialogare. Parlate di voi, non solo del bambino. Se manterrete forte la vostra amicizia, riuscirete ad affrontare meglio le sfide dell’essere genitori.

PROBLEMA 3: Non siete d’accordo su come educare vostro figlio.

La coppia potrebbe riscontrare che gli ambienti da cui provengono li portano a litigare su come educare il figlio. Alcuni pensano che i modi di uno e dell’altro siano troppo permissivi o severi. Come potete evitare di remare l’uno contro l’altro? Il segreto è comunicare fra voi e sostenervi l’un l’altro. Quanto sapete di come il vostro partner intende educare i figli? Se si aspetta che il figlio nasca prima di chiarire gli aspetti specifici della sua educazione, potreste finire per scontrarvi invece di risolvere il problema. Chiedetevi ad esempio su quali dei seguenti argomenti vi siete trovati d’accordo: Come possiamo insegnare a nostro figlio sane abitudini in quanto a mangiare e dormire? Dovremmo sempre prenderlo in braccio quando piange e non vuole dormire? Cosa dovremmo fare se non si abitua a usare il vasino? . Ovviamente non dovreste basarvi sulle decisioni di altre coppie, ma cercare di trovare le vostre intese. Pesate ai sistemi usati dai vostri genitori per educarvi. Decidete quali loro atteggiamenti e azioni vorreste imitare nell’educare vostro figlio. Stabilite anche quali loro atteggiamenti e azioni volete evitare, sempre che ne siano. Parlatene poi con il vostro compagno.

Così come una coppia di pattinatori inesperti ha bisogno di tempo e pazienza per trovare il proprio equilibrio sul ghiaccio, voi avete bisogno di tempo per abituarvi al vostro nuovo ruolo di genitori ed esercizio, pratica ed impegno. Alla fine però acquisterete sicurezza. Crescere un figlio metterà alla prova il rapporto e cambierà per sempre la vostra relazione. Comunque vi darà anche l’opportunità di sviluppare qualità meravigliose e preziose per essere coppia e coppia di genitori. Vi spingerà ad essere meno concentrati su voi stessi ed a diventare più affettuosi e comprensivi.

CHIEDETEVI:

  • Cosa ho fatto la settimana scorsa per dimostrare al mio compagno che apprezzo quello che fa per la famiglia?

  • Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo ritagliato del tempo per fare una conversazione aperta che non riguardasse il figlio?