spazio mamme 2014 terzo incontro grezzana

è l'ora della pappa, perché anche con il cibo si costruisce un rapporto

Durante il primo periodo di vita il neonato ha bisogno di tutto, dipende totalmente, sia materialmente che psicologicamente, dalla madre e poi dalle altre persone che lo circondano e lo accudiscono. Nasce infatti con alcuni bisogni elementari (fame, sonno, pianto) che non gli vengono spiegati da nessuno e che creano in lui una sorta di tensione che perdura finché gli stessi non vengono soddisfatti.

I suoi primi riflessi (es. suzione) e le sue prime azioni (es. pianto) sono protese  alla ricerca di soddisfacimento dei bisogni primari. E’ lo stadio ricettivo.

L’allattamento al seno rappresenta il più naturale veicolo di nutrimento e di legame con la madre (raccomandato anche dall’OMS). Costituisce il massimo del rapporto positivo e delicato, perché la madre produce dentro di sé il dono per il figlio, ma se sono presenti ansie, incertezze, sensi di colpa, problemi vari, il passaggio di questi è diretto, senza filtri mediatori. Se il rapporto è invece naturale, positivo, appagante per la madre, il piacere è reciproco ed addirittura si consolida nel tempo. Per il bambino è la premessa per un futuro rapporto altrettanto appagante con il nutrirsi. 

All’inizio del 2° semestre inizierà lo svezzamento, con un graduale inserimento di nuovi alimenti, con il sistematico controllo del proprio pediatra. Si tratta di un’esperienza molto incisiva per la qualità futura del rapporto con il mangiare, quale strumento necessario per tutta la vita, con una valenza nutrizionale, affettiva, di relazione e di piacere.

Dopo l’anno il bambino è in grado di gustare progressivamente qualsiasi alimento che faccia parte anche delle abitudini degli adulti. Naturalmente preparato per cottura, condimenti, varietà, presentazione in modo appropriato, gradevole -anche anche alla vista- e sano.

Un’alimentazione corretta ed equilibrata è importante per lo sviluppo fisico e psicologico della persona ed i risultati positivi si coglieranno nel tempo.

Nelle istituzioni, negli asili nido, nelle scuole in generale l’educazione alimentare sta impegnando nutrizionisti, cuochi, pedagogisti, psicologi educatori.

E’ auspicabile una continua, positiva, paziente collaborazione tra la scuola e la famiglia, che fa fatica a superare vecchie abitudini, credenze, stereotipi e anche oggettive difficoltà quotidiane, per il bene del singolo e della società.

  Insegnante/pedagogista