leggere all’asilo nido…come e perché 

 All’asilo nido è presente, in ogni sezione, uno spazio molto speciale…un angolo posizionato lontano dalla porta, ma che avvicina al mondo esterno, con tanti morbidi cuscini, sembra quasi racchiuso in se stesso a contenere una magia: è l’angolo della libreria.

 I libretti sono un elemento ricorrente nei primi cinque anni di vita dei bambini, tutti gli adulti che si occupano dei piccoli provvedono affinché ne abbiamo in abbondanza, se però oltre al libro doniamo al bambino la possibilità di viverlo insieme, probabilmente l’esperienza positiva che può vivere in quei momenti sarà ancora più significativa, e qualcosa che il bambino desidererà continuare a provare.

Un libro, per un bambino piccolo, è bello anche perché è importante la voce che lo legge.

 Leggere al nido, ad un solo bambino o, per l’educatrice di riferimento, al proprio gruppetto, in tempi particolari, è un momento caratterizzato da gratuità, piacevolezza, contatto emotivo con l’adulo, condivisione e, perché no, avventura.

 L’obiettivo a lungo termine che si dovrebbe proporre l’educatore di asilo nido è aiutare la creazione di un feeling tra il piccolo e i libri, che significa: mettere i semi perchè nei bambini cresca la voglia di leggere, l’amore per le parole e per le magie che esse creano unendosi tra loro a raccontare una storia…la nostra storia…

PROGETTO & OBIETTIVI

  • Perché proporre i libri: il valore simbolico del libro e del momento del leggere insieme, leggere è comunicare (vedi “Un libro per ogni età” sezione genitori);
  • La funzionalità del libro e del suo contenuto per il linguaggio e la conoscenza della realtà (vedi “Le vie del linguaggio”);
  • L’organizzazione dell’angolo lettura interno alla sezione e della biblioteca del nido: catalogare per l’autonomia;
  • Apprendere dall’esperienza come comportarsi e come usare i libri.
  • Avvicinare al libro dai 12 mesi: una gestione affettiva del momento, le filastrocche.
  • Con i bambini grandi.

Organizzare l’angolo lettura e la biblioteca

L’angolo morbido, dove generalmente è situata la biblioteca, deve predisporsi essenzialmente come un luogo accogliente, dove si sta comodi e quindi si ha voglia di sostarvi più volte.

I materiali, i libri in questo caso, devono essere a portata per i bambini, comodi per essere presi e utilizzati anche senza l’ausilio dell’adulto. Potrà essere utile una biblioteca a misura di bambino, dove i libri possano far bella mostra di loro, infatti inizialmente verranno scelti per la loro estetica accattivante, oppure in una cesta, ma sempre in numero non eccessivo, creerebbero altrimenti solo confusione.

Nelle sezioni dai 24 mesi, può essere interessante proporre materiali di lettura come giornali, riviste, fumetti (es. “La Pimpa”) per far vedere come la parola stampata può cambiare forme e contenuti. E poi i giornali li leggono mamma e papà! Ed il gioco simbolico è garantito.

Se si ha la possibilità di una biblioteca della struttura scolastica, che consenta anche un servizio prestiti, si può pensare di lasciare l’accesso ai genitori con i loro bambini nel tempo dell’uscita per effettuare insieme la scelta dei libri. Qui ci si dovrà affidare ai genitori per il buon funzionamento del servizio.

La stessa biblioteca può essere utilizzata una volta a settimana con i bambini più grandi, che non faticano ad uscire dalla sezione.

Si potrebbe introdurre per l’uso una catalogazione, per iniziare a questo strumento, che fa da sottofondo in ogni biblioteca che incontreranno in futuro.

Certo in questo caso dovremmo usare indizi sensoriali, al più associati al colore. E qui al via la fantasia degli educatori, e perché no dei bambini, che sicuramente sapranno interpretare meglio di noi il contenuto emotivo di molti testi.

Dall’esperienza l’uso dei libri

I libri dedicati ai bambini da zero a tre anni, parlano da soli. Si spiegano a loro, sono costruiti in modo da insegnare come vanno usati.

Così per i neonati e fino ai 9 mesi troveremo libretti di stoffa o spugna, che indicano il contenuto emotivo che il piccolo può trovarvi; poi avremo i libri gioco, fatti di finestrelle da sollevare, specchi, elementi sensoriali diversi, anche guinzagli, per portarli a spasso. E dicono al piccolo che possono portarli sempre con se, che sono divertenti e coinvolgenti.

Quindi verso l'anno abbiamo libri a misura di manina, ma in cartoncino grosso e con spirali a lato magari, per essere più facili da maneggiare e sfogliare. Interessanti sono allora i libri con le finestrelle, che incuriosiscono a voltare pagina per scoprire cosa si nasconde. Verso i 18 i libri iniziano ad assolvere il loro ruolo di strumenti per conoscere il mondo, e così il libro dei colori, degli abiti, delle cose di casa e perché no, dei pericoli e ... la lista è infinita.

Poi a 2 anni il libro ci racconta cose più importanti, ci fa vivere esperienze, ma in un ambiente protetto. Ci spiega che se mamma e papà vanno via possiamo sentirci tristi, ma poi ritorna. Che la giornata è caratterizzata da scuola o lavoro, ma in qualsiasi posto si possono trovare cose divertenti.

Verso i tre anni saranno le fiabe ad essere importanti per i bambini, tanto che potranno essere utilizzate per l'esperienza di passaggio alla scuola dell'infanzia.

Unico limite, che siano le versioni originali, mutare la realtà "spaventosa" della storia serve all'adulto che pensa così di proteggere il bambino, invece all'interno della narrazione c'è già la soluzione del problema, ed il piccolo la sa trovare.

Un esperienza con i bambini grandi

E' interessante proporre un progetto riservato ai bambini dell'ultimo anno dell'asilo nido che preveda un tempo fisso, durante la settimana, dedicato alla biblioteca o comunque ai libri.

L'obiettivo e passare tutte le funzionalità di quest'oggetto.

Così si può istituire un "tempo biblioteca" durante il quale i testi sono a disposizione, l'insegnante propone una lettura che si è liberi di ascoltare o meno, i bimbi possono fare richieste e proposte all'insegnante.

L'obiettivo secondo è mostrare tutti i possibili contenuti ed accendere il desiderio di scoprirli.

I libri per bambini così piccoli sono studiati per aiutarli nelle crescite di tutti i giorni, perciò si potranno utilizzare per attivare i progetti ponte asilo nido-scuola dell'infanzia.