l'importanza di soffermarsi a pensare

frenesia del quotidiano, tv, messaggi spot, non permettono di conoscere l’importanza di posporre il pensiero all’azione.

Anche se gli stessi flashback dei film e dei cartoni animati dichiarano che non si agisce mai, senza prima fare il punto della situazione. È questo il messaggio che dobbiamo passare ai bambini: l’attesa non è mai improduttiva. E si può insegnare ai bambini con diverse strategie a seconda dell’età.

  • Per i bambini che frequentano già la scuola dell’infanzia, può essere utile vivere insieme -magari nel piccolo gruppo, dov’è più facile mantenere l’attenzione di tutti-, il momento di raccolta delle idee che precede l'azione: alla proposta di ragionamento, segue l'ascolto delle opinioni e conoscenze del gruppo. Le varie informazioni saranno riprese dall’insegnante in modo logico e funzionale, per essere poi utilizzate nello svolgimento del lavoro. Quindi ciascuno si dedicherà alla sua produzione.In un secondo momento si andranno a guardare e raccontare gli elaborati personali. Si vedrà così ciò che i diversi bambini hanno colto e a cosa hanno dato risalto, che vi sono elaborati standard ed altri più particolareggiati.Il nostro compito sarà di condividere con tutti le produzioni personali e far risaltare i diversi elementi colti, non in ottica competitiva o con l’idea che il lavoro è migliore/peggiore, ma per arricchire tutti di altri aspetti di quell’esperienza. L’attenzione dei bambini per i lavori dei compagni è abbastanza certa, sempre rispettando i limiti di tempo della loro attenzione. L’informazione che implicitamente passiamo è che si può guardare e dire oltre il comune, il già noto. Prendendosi il tempo per osservare ancora e ancora.
  • Nella scuola primaria lavoriamo con bambini che devono iniziare ad imparare a fare da soli. E che non possono avere come unico riscontro delle loro azioni il voto, che di per se è sterile, se non motivato. Il bambino deve imparare a capire che giungere ad un risultato significa fare a partire da un ragionamento, che richiede sforzo. Il ragionamento è il punto di partenza. Risolvere un problema, portare a termine correttamente un lavoro, significa raccogliere le informazioni sul lavoro che dobbiamo svolgere, metterle insieme per elaborarle, agire a seconda delle riflessioni che abbiamo fatto. Tutto ciò richiede tempo, che non è però "perso", bensì guadagnato: la volta successiva lo stesso ragionamento ne richiederà molto meno. Compito dell'adulto: insegnare a guardare le informazioni che si hanno e a saperle collegare tra loro, tutto ciò si ottiene con domande mirate che non si dovrebbe mai scordare di porre.
  • Alla scuola media inferiore gli insegnanti si aspettano ragazzini che sanno far da se i ragionamenti. I ragazzini dovrebbero aver capito la funzionalità della pausa per pensare che precede l'azione. Specialmente con l'inizio dell'adolescenza, è utile aver capito che "tutto e subito" non esiste. Il sapersi fermare ed attendere per pensare prima di ottenere un risultato, permette di sapersi fermare a pensare prima di compiere un'azione impulsiva che può avere svariate conseguenze. Insomma essere capaci di ragionare su costi e benefici. Abilità che tornerà utile per tutta la vita.