A chi è rivolto: ai bambini grandi dell'asilo nido, piccoli e piccolissimi della scuola dell'infanzia
Spesso quando presentiamo le tempere per la prima volta ai bambini, anche se gli abbiamo proposto il pennello, presto li ritroveremo ad immergere le mani nel colore, con soddisfazione, interesse e appagamento.
Abbiamo proposto loro di "lavorare" con un materiale "sconosciuto", magari mai visto prima, all'apparenza morbido e, presto scoprono, anche al tatto!
Se proponiamo ai bambini un materiale nuovo ed accattivante, dobbiamo permettere loro di conoscerlo, per poter poi fare proposte operative con quel materiale
Il microprogetto:

 "Dalla mano al pennello" Le fasi:

  • Al primo incontro proponiamo ai bambini (un gruppo di non più di sei se è possibile) dei piattini con all'interno una discreta quantità di tempera, magari gialla o blu, un colore primario, evitiamo il rosso che potrebbe impressionare. Il tavolo coperto di fogli di carta da pacco bianchi, il lancio è: fare lo stampo delle mani. Permettiamo in questo modo ai bambini di immergere la mano nel colore e di conoscere le caratteristiche che emergono dalla sua manipolazione. Elenchiamole insieme a loro: freddo, morbido, appiccicoso...chiarendo anche con la mimica facciale o i gesti cosa intendiamo. Sproniamoli a lasciare le proprie "impronte" e terminiamo l'esperienza con la pulizia delle mani in bagno. N.B. Non tutti i bambini sono "interessati" alle attività sporchevoli, non è giusto forzarli, proponiamo loro l'attività, manipoliamo per loro il colore e lasciamo tempo e spazio.
  • Al secondo incontro ad ogni bambino diamo un piattino, i colori ancora scelti da noi, e proponiamo di mescolare la tempera con farina bianca e gialla, pastina da minestra, zucchero...lasciamo a ciascuno scegliere cosa mettervi. Sarà per loro come poter giocare con il piatto del cibo. Ognuno potrà inoltre fare una diversa esperienza sensoriale e "condividere", grazie all'insegnante, le sensazioni vissute. Sul tavolo, ancora coperto con la carta da pacco, possiamo provare a stendere la tempera così mescolata e vedere che "traccia" lascia.
  • Al terzo incontro prepariamo la tempera nei piattini e poi bastoncini, spugnette, pettini, piume, per "agire" sulla pittura, che potrà essere prelevata con questi mezzi per essere trasportata e “stesa”, “posata” sul foglio. Diamo a ciascuno un foglio A3, così che sia grande, ma allo stesso tempo sia uno spazio confinato. I bambini potranno notare come diversi mezzi lascino diversi segni e gli effetti cromatici derivanti dalla mescolanza dei colori. Gli esperimenti di ciascuno saranno condivisi. L'insegnanti potrà proporre di pensare cosa sembrano i disegni che sono apparsi.
  • Dal quarto incontro, avendo già iniziato a mettere un mezzo tra il bambino ed il colore, possiamo provare a proporre il pennello. Inizialmente saranno pennelli grandi, il bambino ha bisogno di vedere le conseguenze delle sue azioni, le sue  possibili "tracce". Proponiamo fogli A3 o fogli di carta da pacco, a seconda del nostro obiettivo (un elaborato individuale o semplice gioco). Lasciamo giocare con pennelli e colori.

Avendo dato la possibilità ai bambini di "vivere" la tempera, con più probabilità, qual'ora la proporremo con i pennelli per un semplice disegno o coloritura, sentiranno meno il bisogno di immergervi le mani.