Bambini e bambine, ma anche genitori ed insegnati, si stanno preparando da mesi alle Prove Invalsi.

Cosa sono? Prove nazionali funzionali al rilevamento del livello di apprendimento degli studenti italiani, al fine di monitorare il Sistema Nazionale d'Istruzione e confrontarlo con gli altri Paesi Europei.

La preparazione a queste prove non è, in effetti, richiesta (anzi spesso viene sconsigliata), ma la tipologia di quesiti standardizzati e per la maggioranza a risposte chiuse (si risponde con una crocetta scegliendo tra più opzioni, quindi lo svolgimento del procedimento, ad esempio per la matematica, non è richiesto), necessità di un modo di ragionare particolare, che va esercitato. 

E così ci si prepara a queste prove, cimentandosi con quelle degli anni precedenti, concentrandosi su apprendimenti che richiedono astrazioni e ragionamenti nuovi.Però, per le prove Invalsi, non è da sottovalutare la possibilità di apprendimento ed esercizio data dalla quotidianità.

Parliamo di comprensione del testo. Bambini e bambine hanno ormai, già in seconda primaria, la strumentalità del leggere (salvo problematiche precise): capiscono ciò che leggono, rilevano il contenuto. Però non è in questo caso sufficiente. Le domande infatti vanno un po' più in profondità, richiedono particolari. Quindi per rispondere devo "conoscere il testo", nel senso che so, più o meno, dove trovare la risposta che cerco. Perché in realtà la domanda non mi chiede nulla che non sia rintracciabile. 

Allora come fare. Ripercorrete con i vostri figli o figlie degli episodi familiari emotivamente significativi, belli per loro o per la vostra famiglia, aggiungendovi particolari, piccolezze, minuzie, che permettono di ricordare meglio quei momenti e riassaporarli, anche a distanza di tempo, come fossero appena accaduti. I ricordi positivi "fanno bene" nutrono le relazioni e la stima in sé. La memoria allora, ma anche la ricerca di quelle piccolezze, diviene qualcosa di pratico, non più legato solo alla scuola.

Una memoria che si focalizza sui particolari è utile anche per lo studio: se non rimango alla superficialità, sono curioso di capire e cogliere maggiori informazioni, al momento dell'esposizione il mio discorso sarà ricco, completo, manifesto della preparazione che c'è stata, di una buona volontà. Inoltre se ho ragionato per capire, quando l'insegnante in una prova orale mi propone a sua volta un ragionamento con una domanda, l'ho già magari percorso, pertanto mi riesce più facile. Molti sono i quesiti, anche di matematica, che negli Invalsi si fondano sul ragionamento, piuttosto che sulle conoscenze.

Tanto nella prova di matematica, tanto in quella di italiano, in alcune consegne è richiesto di tenere a mente più passaggi per arrivare a dare la risposta corretta, ma anche, per la prova di italiano, di ricontrollare nel testo alcune righe. Serve allora esercizio della memoria a breve termine.

Come fare?

Nella quotidianità abbiamo bisogno di "spazzola ed elastici che ho dimenticato in camera per pettinarti". Allora chiediamo alla nostra bambina di andare a prendere quelle due/tre cose, devono ricordare che cosa! All'inizio saranno oggetti dello stesso "insieme", ad esempio per apparecchiare la tavola, o vestirsi, poi tre cose di diverso tipo, che richiedano un ragionamento, una strategia per essere ricordate. Poi potranno diventare quattro cose. 

Si possono anche dare indicazione per trovare "le scarpe che sono nella tal camera, in quel preciso armadio e in un certo cassetto". Va ricordato tutto il percorso per arrivare all'obbiettivo. Un percorso che può allungarsi con l'esercizio.

In fine Euro ed orari sono cose che bambini e bambine conoscono con la pratica, l'esperienza. Abbiamo sempre bisogno di sapere se siamo puntuali o meno! Facciamoci aiutare da loro a capire che ore sono, o quanto manca alle. Possono contare i soldini per il pane (100 cent sono un euro, questo è il passaggio da far ricordare), ma anche conoscere cosa si acquista con tre euro e cosa con cinquanta. Iniziare a familiarizzare con il valore del denaro sarà utile a loro nella vita, quanto a voi nella quotidianità. Non dimentichiamo che un resto composto da dieci monetine a confronto con l'unica banconota con cui avete magari pagato, per loro è "di più", perché "tanto" è una quantità e non ancora il numero scritto, solo con la pratica il concetto si specifica.

Non è precorrere i tempi. Piuttosto stare al passo e trasmettere strategie per cavarsela sempre.

Infine: fatevi raccontare e raccontate loro, solo così si impara a parlare e si ha desiderio di ricordare, perché c'è qualcuno con cui condividere. E raccontando voi, sarete esempio per la costruzione di un pensiero che abbia senso e sia comprensibile all'altro. E così non ci saranno più problemi nelle risposte aperte complete, che poi, al di fuori delle prove Invalsi, vanno per la maggiore.