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È sbagliato "scegliere" per i nostri bambini almeno finché ci è possibile?

Mi piace pensare che ogni momento che passiamo con i più piccoli (ma anche i "non troppo piccoli"), possa rivelarsi utile per condividere un'esperienza o apprendere una competenza. Certo, ci sono anche situazioni dove la stanchezza dovuta alla quotidianità "vince su tutto", ma ciò vale tanto per gli adulti tanto per i bambini e le bambine, e diverse volte quei momenti coincidono, – le settimane impegnative per mamma e papà sono percepite e vissute come tali anche da figlie e figlie –, in quei casi sarà sufficiente, ed altamente proficuo, "stare vicini": nella stessa stanza o macchina o ambiente, ed il solo essere lì, insieme, significherà imparare a rispettarsi e a volersi bene. Gli altri momenti li immagino sempre come un'occasione. Ad esempio per "imparare" a condividere e riflettere.

Talvolta, in quanto adulti e gia a conoscenza di alcune cose della e sulla realtà, si corre il rischio di imporre il proprio pensiero a bambini e bambine, senza dal loro modo di capire o condividere le motivazioni che stanno maturando (questo "rischio" è un po' meno facile da correre con ragazzi e ragazze che si avvicinano all'adolescenza ed iniziano il naturale cammino verso l'affermazione di sé, che passa anche un po' dalla "svalutazione" dell'altro). Così ad una richiesta, anche un semplice "posso una merendina/cioccolatino/dolcetto" al supermercato, si indirizza il piccolo/a verso la soluzione per noi più pratica (quello non sporca, non si scioglie, è più sano) e alla proposta diversa del bimbo o della bimba ci si limita ad ascoltare (quasi sempre...) per poi reindirizzare ad un "no" che vede solo il nostro punto di vista.

È sbagliato "scegliere" per loro (almeno finché ci è possibile)? In realtà no, ma non é neppure questo il nocciolo della questione. Si può comunque condividere la nostra motivazione a voce alta, ed accogliere la loro, per creare un dialogo dove anche l'altro abbia uno spazio di parola (e poi è ok anche se comunque scegliamo noi). Dimostra loro che li stiamo ascoltando, ci interessa il loro pensiero. È così che insegniamo ai nostri figli e figlie che valgono, e che il loro pensiero per noi è interessante. Ciò serve loro per il futuro più vicino, la scuola, e più lontano, la vita e le relazioni.